La Cappadocia

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La Cappadocia, terra di camini delle fate, cavalli e paesaggi straordinari situate nell’Anatolia Centrale, è stata la meta di un mio recente viaggio in solitaria della durata di otto giorni.

Sono partita dalla mia attuale casa (che al momento si trova in Iraq), ho volato prima su Istanbul, dove mi fa sempre piacere sostare per un paio di giorni, per poi prendere un volo interno per Nevşehir (Istanbul- Nevşehir, A/R con Turkish Airlines in altissima stagione, circa 50 €). Dopo essere atterrata, un autista del mio hotel è venuto a prendermi e mi ha portato verso la mia prima destinazione: il paesino di Göreme, distante circa 40 minuti (al costo di 10€), dove è iniziata la mia piccola avventura.

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Scoprendo Tirana

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Tirana

Sono stata da sola a Tirana per tre giorni, al mio ritorno da un progetto in Kosovo, prima di visitare il nord dell’Albania e da lì Montenegro, Serbia, Bosnia-Herzegovina e Croazia.

Da Pristina ho preso un minibus che in quattro ore circa mi ha portato nella capitale albanese. Ero seduta accanto ad una bella signora ornata da mille gioielli dorati, che ha iniziato a raccontarmi la storia della sua vita in un misto di lingue, perlopiù sconosciute. In poco tempo il minibus si è trasformato in un mini-concerto balcanico.

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Vivere e viaggiare da sola in Medio Oriente

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Beirut

Sono tornata a vivere in Medio Oriente quasi un anno fa e spero di rimanere nella regione ancora per lungo tempo. Spesso mi viene chiesto come riesca a vivere qui serenamente, in quanto donna, lavoratrice e sola. È difficile dare una risposta esaustiva. Gli stereotipi sul Medio Oriente sono numerosi, spesso imprecisi e fuorvianti. Allo stesso tempo, la singola esperienza di ogni donna è unica ed è impossibile generalizzare. La cosiddetta “questione di genere” è troppo complessa per analizzarla scientificamente in poche righe senza banalizzarla. L’unica cosa che posso fare è raccontare la mia storia, nel paese della regione che conosco meglio e che ora è la mia casa: la Giordania.

Bisogna intanto partire dal presupposto che ogni paese in Medio Oriente è differente e racchiude in sé miriadi di sfaccettature, spesso contrastanti. La mia esperienza personale come donna è stata completamente diversa dal Libano all’Iran, dall’Egitto all’Iraq, perciò fare di tutta l’erba un fascio sarebbe sbagliato e inutile.

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Gli altipiani di Cameron

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Uno dei luoghi in cui ho lasciato il cuore si trova in Malesia. Si tratta degli altipiani di Cameron (Cameron Highlands) situati nello stato del Pahang, nel nord-ovest del paese.

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Ho visitato gli altipiani di Cameron durante un lungo viaggio che feci un paio di anni fa, da sola, quando decisi di volare da Vientiane a Kuala Lumpur (in quel periodo vivevo e lavoravo in Laos) e tornare a Vientiane via terra. Dopo aver passato qualche giorno nella capitale malese e in una delle foreste pluviali più antiche al mondo, il famoso parco naturale del Taman Nagara, sfinita dal caldo umido e dalle giornate di trekking sotto un sole cocente, decisi di concedermi qualche giorno di riposo su queste splendide alture. Fu una scelta azzeccata e ricordo con estremo piacere la pace di una tazza di tè immersa in paesaggi da sogno.

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Una sosta a Thakhek

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Provare l’esperienza di un luogo incontaminato, di una pace totalizzante e di una natura mozzafiato, in Laos è ancora possibile.

Quando vivevo a Vientiane, decisi di regalarmi tre giorni di relax, lontana dallo smog che ero costretta a respirare ogni giorno sulla mia scoppiettante motocicletta di centesima mano. Partii così alla volta della regione di Kammuane, al centro del paese. Se siete in viaggio in Laos e siete dirette verso il meraviglioso sud (verso le 4000 isole del Mekong, dall’atmosfera unica al mondo o la regione del Bolaven Plateau, famosa per i suoi scenici paesaggi e villaggi delle etnie locali), Thakhek è un ottimo compromesso per una sosta. Il sud è infatti relativamente più turistico (“relativamente” perché il numero di turisti in Loas è comunque di gran lunga inferiore a Cambogia, Vietnam e dintorni).

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Il Laos e il lusso del tempo

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Questo articolo è apparso per la prima volta il 26 settembre 2016, su Viaggio da sola perché.

È passato ormai circa un anno da quando sono tornata da Vientiane, la mia amata casa per quasi nove mesi. Da quel momento vivo in Francia, di nuovo immersa in una realtà frenetica e a tratti ansiogena, in cui spesso mi ritrovo a pensare al Laos.

Mi tornano in mente i tramonti sul Mekong, le mattine al mercato a comprare frutta e verdura, i sorrisi della gente. Mi ricordo la mia casa e il suo bel giardino, nella verdissima periferia di Vientiane: il profumo dei fiori tropicali e quella pace totalizzante di cui si può godere solamente in questa terra. Basta infatti munirsi di motorino o prendere un tuk tuk e uscire appena dal centro della piccola capitale laotiana, che già di per sé risulta particolarmente calma rispetto alle sue vicine Bangkok, Hanoi e Phnom Penh, e dopo pochi chilometri si può respirare un’atmosfera unica al mondo.  Continua a leggere