Una sosta a Thakhek

Il mio nuovo post per Viaggio da sola perché.

Provare l’esperienza di un luogo incontaminato, di una pace totalizzante e di una natura mozzafiato, in Laos è ancora possibile.

Quando vivevo a Vientiane, decisi di regalarmi tre giorni di relax, lontana dallo smog che ero costretta a respirare ogni giorno sulla mia scoppiettante motocicletta di centesima mano. Partii così alla volta della regione di Kammuane, al centro del paese. Se siete in viaggio in Laos e siete dirette verso il meraviglioso sud (verso le 4000 isole del Mekong, dall’atmosfera unica al mondo o la regione del Bolaven Plateau, famosa per i suoi scenici paesaggi e villaggi delle etnie locali), Thakhek è un ottimo compromesso per una sosta. Il sud è infatti relativamente più turistico (“relativamente” perché il numero di turisti in Loas è comunque di gran lunga inferiore a Cambogia, Vietnam e dintorni).

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Il Laos e il lusso del tempo

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Questo articolo è apparso per la prima volta il 26 settembre 2016, su Viaggio da sola perché.

È passato ormai circa un anno da quando sono tornata da Vientiane, la mia amata casa per quasi nove mesi. Da quel momento vivo in Francia, di nuovo immersa in una realtà frenetica e a tratti ansiogena, in cui spesso mi ritrovo a pensare al Laos.

Mi tornano in mente i tramonti sul Mekong, le mattine al mercato a comprare frutta e verdura, i sorrisi della gente. Mi ricordo la mia casa e il suo bel giardino, nella verdissima periferia di Vientiane: il profumo dei fiori tropicali e quella pace totalizzante di cui si può godere solamente in questa terra. Basta infatti munirsi di motorino o prendere un tuk tuk e uscire appena dal centro della piccola capitale laotiana, che già di per sé risulta particolarmente calma rispetto alle sue vicine Bangkok, Hanoi e Phnom Penh, e dopo pochi chilometri si può respirare un’atmosfera unica al mondo.  Continua a leggere

Bor pen yang, la mia vita in Laos

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Tramonto sul Mekong

Come spesso capita con le più belle avventure della vita, anche questo viaggio cominciò per caso“, scriveva Tiziano Terzani. Anche per me il Laos è arrivato così, per caso.

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Vientiane

Stavo lavorando in Giordania, quando mi hanno selezionato per il programma di traineeship della Commissione Europea. Dato che lavoravo ad UNRWA e mi occupavo di rifugiati palestinesi, mi hanno assegnato alla delegazione in Palestina (sì, al contrario di quanto si dice, in alcuni casi e con una gran fortuna, si riesce a fare il bluebook traineeship in delegazione e non a Bruxelles!)

Inizio a preparare il mio trasferimento da Amman a Gerusalemme, quando un giorno all’improvviso mi chiamano da Bruxelles dicendo: “Niente Gerusalemme, andrai in Laos”. Nessuna spiegazione e nessuna possibilità di scelta: prendere o lasciare. E così ho fatto le valigie e sono partita per Vientiane, senza averlo chiesto e senza mai sapere perché. Avevo già abbastanza familiarità con il Sudest asiatico, soprattutto con il Vietnam con cui la mia famiglia ha legami storici, ma non conoscevo il Laos ed è stata la più bella scoperta di sempre. Continua a leggere