Iran, consigli di viaggio

DSC_0423.jpgPremessa: come promesso, ecco una lista delle cose che mi sarebbe piaciuto sapere prima di partire. Sono consigli “pratici”, quindi se non state organizzando un viaggio in Iran magari non vi interessano. Se non avete ancora letto Iran dolceamaro, il mio post precedente (un po’ di blabla politico-sentimentale), lo trovate a questo link; mi hanno detto che è uno dei miei post migliori, quindi leggetelo 🙂  Continua a leggere

Iran dolceamaro

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Teheran

L’Iran ha intenzione di triplicare il flusso di turisti nei prossimi dieci anni e tutto quello che si dice sulla difficoltà di ottenere un visto oggi -se siete viaggiatori comuni e non giornalisti/attivisti politici (e non avete un timbro di Israele)- è ormai leggenda metropolitana.

L’Iran agli occhi di un turista appare semplicemente perfetto: infrastrutture in buone condizioni, igiene al di sopra di molti paesi in Medio Oriente, sorrisi a destra e a manca e un continuo: “Welcome to Iran”. Basta però passeggiare nelle zone meno battute di Teheran, prendere la metro o salire su un taxi comune, che improvvisamente sembra di vivere in una scena del film “Taxi Teheran” e si ha una vista sullo spaccato sociale iraniano.

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Teheran

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La speranza a due passi dall’inferno: ricordi e considerazioni sui rifugiati siriani

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Zaatari, confine tra Giordania e Siria (2014)

In questi giorni mi è capitato di leggere una serie di articoli e commenti sui rifugiati siriani talmente tristi e populisti che mi hanno fatto venire i brividi. Perciò, nonostante i giorni difficili (ho avuto un paio di giorni pesanti e in generale sono in un periodo un po’ negativo), ci tengo comunque a dire la mia sulla questione. Questo qualunquismo becero e schifoso riempie il web di informazioni sbagliate e senza fondamento, creando pregiudizi pericolosi. Continua a leggere

Ricordi mediorientali

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Sono a casa per Natale e ho un sacco di tempo da perdere: la situazione perfetta per farmi passare qualsiasi forma di ispirazione. Il mio super-io continua a ripetermi: “studia, leggi, esci, yoga” e io invece resto a letto e guardo Homeland (per la cronaca, la quinta stagione è top). Perciò le tante storie che avevo voglia di raccontare, il mare blu e le piantagioni di thè in Malesia, i popoli indigeni filippini, gli incanti dell’Amazzonia peruviana resteranno ancora per un po’ lì dove sono, a prendere forma. Una questione però a cui tengo particolarmente, su cui la mia pigrizia natalizia non avrà il sopravvento, è l’iniziativa Share your warmthlanciata il 1 dicembre da UNRWA. Continua a leggere