Apologia delle cose a caso

Quest’anno rappresenta un periodo molto importante per me, in cui ho avuto per la prima volta il coraggio di esprimere la mia vera opinione senza preoccuparmi del giudizio degli altri. Questo blog, nato veramente a caso, è la punta dell’iceberg del cambiamento profondo che sto attraversando. Non mi sarei mai aspettata di ricevere tanto indietro: non solo per la liberazione e la soddisfazione che provo quando condivido i pensieri che per anni ho nascosto su pagine segregate in cassetti chiusi a chiave, ma soprattutto per la profondità delle relazioni che ho sviluppato grazie ai dubbi e ai discorsi che scaturiscono da ogni post e che non avrei mai avuto se non mi fossi aperta a questa possibilità, smettendo di interessarmi del giudizio degli altri. Continua a leggere

Bruxelles

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aprile 2016

Io e Bruxelles non siamo mai andate d’accordo. Dal giorno in cui sono arrivata, nel settembre (che sembrava piuttosto novembre) di due anni e mezzo fa, ho sempre voluto fuggire. Adoravo il mio ufficio e i miei colleghi, ma ogni volta che uscivo, facevo il tragitto da rue de la Loi, nel cuore del quartiere europeo, fino a casa, camminando sotto il cielo grigio, (tendenzialmente fradicia e congelata), dentro di me pensavo che non c’era proprio motivo di rimanere lì. Continua a leggere

Primavera basca

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Bayonne

Da quando sono tornata da Amman ho avuto dei giorni piuttosto impegnativi (e sono stata anche un tantino sfortunata, devo dire). Dopo il problema del volo annullato per la Giordania (per fortuna risoltosi velocemente), il weekend successivo sono andata a Londra a trovare i miei genitori, che erano lì di passaggio. Continua a leggere

Partire, crescere e piangere: pensieri confusi

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Quest’anno segna un traguardo nella mia vita da expat. Da quando ho iniziato l’università, e quindi da quando mi reputo “mentalmente indipendente” (economicamente lo sono da molto meno), ho ufficialmente passato più anni all’estero che in Italia.

Partire per me è stato fin dall’inizio merito (o colpa?) della mia famiglia. Ho un padre che a 18 anni ha mollato tutto ed è salpato alla scoperta del mondo, lasciando a casa due genitori in pena, in tempi in cui Skype o Whatsapp non esistevano e riuscire a telefonarsi una volta al mese era già un big deal. Dopo vari giri è approdato in Asia e lì è rimasto, insegnandomi così che è molto più interessante girare per le campagne di Hanoi che starsene a casa a guardare la televisione.  Continua a leggere

Blessées à Mort

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Copyright: UNRIC

Oggi si celebra la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Due anni fa ero a Bruxelles per questa occasione, dove mi trovavo già da qualche mese per lavoro, e decisi di andare a teatro con delle amiche e assistere alla versione francese di Ferite a Morte, il progetto teatrale sul femminicidio scritto e diretto da Serena Dandini. Devo dire che quella fu la prima volta in cui davvero mi sentii toccata dalla questione della violenza contro le donne. Ferite a Morte, che mi pare sia ancora in tour e che consiglio caldamente, è di volta in volta adattato al paese in cui viene rappresentato. Delle donne celebri (tra le quali, quella volta, c’era Marie-Esmeralda, principessa del Belgio) leggono storie di “vittime di femminicidio” che dall’oltretomba raccontano la propria vita e la propria morte. Continua a leggere

Venerdì sera a Parigi

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Place de la Republique, sabato

Sono appena rientrata da questo weekend surreale a Parigi. Sono disorientata e mi sto rendendo conto solo ora di quello che è successo.

Parigi è una città che amo molto, da quando ero piccola, ma soprattutto da quando ho studiato lì per il mio master. Con un gruppo di amiche abbiamo deciso di celebrare quattro anni dalla fine di quel periodo e di ritrovarci proprio a Parigi, venerdì sera. Continua a leggere