Scoprendo Abidjan

Il mio nuovo post per Viaggio da sola perché.

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La laguna di Abidjan

Cercando una meta per un ponte lo scorso marzo, nel disperato bisogno di fuggire dal caldo soffocante del Burkina Faso (che nel frattempo, dopo l’Iraq, è diventato la mia nuova casa), ho optato per quattro giorni ad Abidjan, anche conosciuta come la Parigi d’Africa, la città più importante della Costa d’Avorio (non più capitale politica, come molti pensano, che oggi si trova invece a Yamoussoukro).

Sono partita un giovedì pomeriggio da Ouagadougou con un volo diretto di Air Côte d’Ivoire e in circa un’ora e trenta minuti, con un atterraggio mozzafiato al tramonto sulla vegetazione rigogliosa e sulla laguna di Ébrié, formata da isole e penisole, sono arrivata ad Abidjan.

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Ps. dalla pubblicazione di questo articolo sul sito di VDSP, ho già avuto modo di visitare Abidjan e la Costa d’Avorio altre due volte. Spero di riuscire ad aggiornare il blog al più presto.

Esplorando il Mar Egeo, da Smirne a Bodrum

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Alla ricerca di un posto rilassante per prendere una pausa dalla mia vita frenetica, soddisfatta dalla precedente esperienza in Cappadocia, ho deciso di esplorare la costa turca, lungo il Mar Egeo.

Il mio itinerario di dieci giorni è e iniziato a Smirne, attraverso Alaçatı, Şirince, Efeso, Marmaris, la penisola di Datca, per terminare a Bodrum.

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La Cappadocia

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La Cappadocia, terra di camini delle fate, cavalli e paesaggi straordinari situate nell’Anatolia Centrale, è stata la meta di un mio recente viaggio in solitaria della durata di otto giorni.

Sono partita dalla mia attuale casa (che al momento si trova in Iraq), ho volato prima su Istanbul, dove mi fa sempre piacere sostare per un paio di giorni, per poi prendere un volo interno per Nevşehir (Istanbul- Nevşehir, A/R con Turkish Airlines in altissima stagione, circa 50 €). Dopo essere atterrata, un autista del mio hotel è venuto a prendermi e mi ha portato verso la mia prima destinazione: il paesino di Göreme, distante circa 40 minuti (al costo di 10€), dove è iniziata la mia piccola avventura.

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Scoprendo Tirana

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Tirana

Sono stata da sola a Tirana per tre giorni, al mio ritorno da un progetto in Kosovo, prima di visitare il nord dell’Albania e da lì Montenegro, Serbia, Bosnia-Herzegovina e Croazia.

Da Pristina ho preso un minibus che in quattro ore circa mi ha portato nella capitale albanese. Ero seduta accanto ad una bella signora ornata da mille gioielli dorati, che ha iniziato a raccontarmi la storia della sua vita in un misto di lingue, perlopiù sconosciute. In poco tempo il minibus si è trasformato in un mini-concerto balcanico.

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Perché la Georgia vi rimarrà nel cuore

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Sono passati alcuni anni dal mio viaggio nel cuore del Caucaso, eppure la Georgia è un paese a cui non ho mai smesso di pensare. Di recente mi è capitato di gustare un pasto georgiano a base di khinkali (dei ravioli giganti solitamente ripieni di carne) e khachapuri (una specie di pizza ripiena al formaggio e uovo, con possibili varianti di carne e verdura) per rituffarmi nei ricordi di quel viaggio in primavera, dei respiri a pieni polmoni sul monte Kazbegi e delle passeggiate tra gli straordinari contrasti della capitale. Purtroppo i ristoranti georgiani all’estero hanno spesso un’offerta limitata degli innumerevoli piatti tradizionali: motivo in più per prendere un aereo in direzione Tbilisi e andare a gustarli di persona in qualche taverna locale con musica tradizionale dal vivo, dalle melodie così commoventi che certamente riusciranno a strapparvi qualche lacrima.

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Un piede in Georgia e uno in Azerbaijan (letteralmente)

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Racconti iracheni

Dopo un viaggio infinito, iniziato con un volo dalle isole Canarie, dove ero con i miei genitori per un progetto di lavoro, una brevissima pausa di mezza giornata a Roma, una manciata di ore notturne all’aeroporto di Istanbul, sono arrivata a Baghdad stanca morta all’alba di un giorno d’inverno di fine gennaio. Dopo alcune questioni amministrative, ho preso l’aereo che mi ha portato verso la mia nuova casa: Erbil, nel Kurdistan iracheno.

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