Un salto in Thailandia

Sono chiusa in casa per quattro giorni (e così tutti i miei colleghi) per via delle elezioni irachene e dei possibili attacchi e disordini. In compenso almeno, dopo quasi cinque mesi, trovo un po’ di tempo per scrivere questo post.

IMG_E4899.jpg
Khao Sok National Park

La Thailandia è un paese con cui ho un legame particolare. Nel periodo in cui vivevo in Laos, la Thailandia era la fuga più semplice nei momenti in cui avevo bisogno di un po’ di “modernità”. Non paragonerei mai i due paesi, né per bellezza, né per il mio legame affettivo: il Laos è il paradiso in Terra e i suoi luoghi incontaminati, il suo popolo e la sua cultura mi hanno lasciato un segno indelebile. La Thailandia però, in quel particolare momento della mia vita, era un comodo rifugio quando avevo bisogno di qualcosa che assomigliasse di più a “casa”. Bangkok dalle mille luci e rumori ogni tanto era la fuga perfetta dalla calma e dormiente Vientiane. Banalmente per andare al cinema o al centro commerciale, dovevo attraversare il confine thailandese da Vientiane per ritrovarmi catapultata in un paese più “semplice”. Il primo cinema in Laos ha aperto tre mesi dopo la mia partenza nel 2015 e credo che sia ancora l’unico cinema esistente. Vientiane non ha grandi supermercati, né centri commerciali, perciò quando si ha bisogno di qualcosa di basilare, che molto probabilmente è irreperibile in Laos, la Thailandia diventa l’unica soluzione. Anche nei momenti di difficoltà, come quando sono stata male e sono finita in ospedale, ho dovuto attraversare il confine per ricevere cure eccellenti in uno degli ospedali parte della catena “Bangkok Hospital” di Udon Thani nella Thailandia centrale (andare in ospedale in Laos non lo auguro veramente a nessuno). Durante le mie varie visite in Thailandia nel 2015, ho scorrazzato da nord a sud, da Chiang Mai a Krabi, per godermi le città, il mare e le montagne e ne ho un bellissimo ricordo.

Quest’anno, prima di trasferirmi in Iraq, in un mese di tour de force di viaggi (dopo aver lasciato Amman, sono andata al Cairo, poi in Senegal e Gambia e infine alle isole Canarie), ho deciso di tornare in Thailandia e visitare due zone speciali che non ero riuscita a vedere tre anni fa: il parco nazionale di Khao Sok e le montagne del nord, da Pai fino a Mae Hong Son.

IMG_4961.jpg
Cheow Lan Lake

Khao Sok

Per arrivare in questo parco nazionale da sogno, si può volare da Bangkok a Surat Thani con una delle tante compagnie low cost locali. Il volo dura circa un’ora (io l’ho pagato 35 dollari con Air Asia).

IMG_E4723.jpg
Atterrando a Surat Thani

Da Surat Thani a Khao Sok ci vogliono due ore circa in auto. Io ho chiesto alla guesthouse dove alloggiavo di organizzare il trasporto e un autista è venuto a prendermi all’aeroporto. Khao Sok ospita una delle foreste pluviali più antiche e meravigliose al mondo. Questa foresta vergine è anche la più vasta della Thailandia. Il paesino di Khao Sok è l’ingresso ufficiale al parco. Io mi sono fermata per tre notti. La prima ho alloggiato in una guest house nel mezzo del nulla, proprio all’ingresso del parco. Si chiama Khao Sok River Home e i proprietari sono due gentili signori russi, fuggiti dal freddo gelido della Siberia. Hanno aperto questo piccolo paradiso e vivono beati nella natura con il loro bambino. Tramite loro ho organizzato un’escursione di due giorni all’interno del parco. L’escursione classica prevede una partenza di buon mattino, arrivo al lago di Cheow Lan, proprio nel cuore del parco, tragitto in barca di circa due ore fino ad uno dei vari “resort” pubblici (sono di proprietà del governo) in cui dormire nelle cosiddette case galleggianti. Nel pomeriggio ci si può rilassare nel lago, nuotando o esplorando in kayak, e fare una bella passeggiata nella foresta, tra fiori, scimmie e grotte.

IMG_E4958.jpg
Lago Cheow Lan

Il mattino seguente si può esplorare ancora un po’ il lago in barca, per tornare a riva all’ora di pranzo. Dormire in una delle case galleggianti è un must nel parco ed è un’esperienza meravigliosa: di notte sentirete solo i rumori della natura. Non aspettatevi nulla di lussuoso: i resort governativi sono molto umili, niente elettricità dopo il tramonto, si dorme praticamente a terra e la pulizia lascia un po’ a desiderare, però il prezzo è contenuto e per una notte secondo me si può fare. Se avete un budget elevato, ci sono anche delle strutture private molto più lussuose che offrono standard elevati. L’atmosfera è unica e indescrivibile e svegliarsi all’alba sulla riva del lago nella giungla è stata un’emozione indescrivibile. Consiglio di dormire un’ulteriore notte a Khao Sok per recuperare un po’ le forze, perché l’escursione è piuttosto pesante. Nel mio caso, la terza notte ho dormito al Art’s Riverview Lodge: costo contenutissimo, molto carino, casetta sull’albero sulla riva del fiume (il letto però era di una scomodità indicibile).

Sono ripartita dall’aeroporto di Surat Thani verso Chiang Mai, di nuovo con Air Asia (biglietto circa 50 dollari), un’ora e mezza di volo.

IMG_5028.jpg
Chiang Mai

Ero già stata a Chiang Mai tre anni fa e mi era piaciuta un sacco. C’è un’atmosfera molto rilassante e piacevole e merita una visita di almeno tre/quattro giorni. Questa volta però mi sono fermata poco e sono partita alla volta di Pai, a circa quattro ore di minubus.

Pai e Mae Hong Son

Pai non mi è piaciuta per niente (purtroppo). Ero partita con aspettative altissime, ma personalmente l’ho trovata un po’ come la brutta copia di Vang Vieng, in Laos. Se siete alla ricerca di feste, chiasso, droga e alcool però è il posto che fa per voi. Io al contrario volevo qualche giorno di pace e sono rimasta estremamente delusa. L’unica cosa che mi è piaciuta tanto a Pai è stata l’alloggio, il Pai Vintage Garden, gestito da un nonnetto thailandese dolcissimo, con un gran bel giardino.

IMG_5045.jpg
Pai Vintage Garden

Delusa, dopo due giorni di ragazzetti ubriachi e urlanti in centro (il mercato notturno però è carino), sono ripartita alla volta di Mae Hong Son, dove ho trovato esattamente quello che cercavo. Nel mezzo del nulla, nel nord della Thailandia al confine con il Myanmar, Mae Hong Son è un piccolo tesoro di pace.

IMG_E4975.jpg
Le montagne del nord

Camminare per il mercato notturno, mangiare pesce grigliato, seduti a terra sulla riva del lago, tanta gente locale e turisti inesistenti: Mae Hong Son è il luogo perfetto se cercate la Thailandia del nord autentica.

maehongsontown-960x640.jpg
Mae Hong Son (la foto non è mia!)

Vale la pena visitare anche i dintorni di Mae Hong Son, le montagne verdi e incontaminate, e fermarsi al Sutongpe bamboo bridge al tramonto. Questo ponte mi ha ricordato un po’ l’U-bein bridge in Myanmar, ma dall’atmosfera molto più calma (io sono arrivata verso le 4 e non c’era praticamente anima viva).

IMG_5004.jpg
Sutongpe bamboo bridge

Il viaggio in Thailandia mi è servito per riempirmi gli occhi di quel verde tropicale che tanto mi manca. Sono tornata da questa piccola avventura con la convinzione che dopo l’attuale fase esplorativa della mia vita in Medio Oriente, mi piacerebbe tanto che la mia casa si spostasse di nuovo un po’ più a est.

IMG_E5006.jpg
Dintorni di Mae Hong Son

Per vedere altre foto, clicca qui

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...