Cronache da Amman – Capitolo IV

APRILE

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Amman

Questo mese ho compiuto 29 anni. Il giorno del mio compleanno è stato uno di quei rari giorni di primavera in cui ad Amman ancora piove. Il giorno precedente c’era stata una leggera tempesta di sabbia e la strada era una distesa di melma gialla. Avevo anche la febbre. Quindi insomma… non proprio il compleanno che desideravo. Ma alla fine è andata bene lo stesso; ho raggruppato alcuni fedeli amici che ho qui in Giordania e abbiamo brindato all’insicurezza. IMG_1553.JPG

29 anni e chi avrebbe immaginato che sarei stata ancora così insicura. Quando ero piccola l’idea di averne 25 mi faceva sentire vecchia, invece ne ho quasi 30, inizio ad avere le rughe, ma dentro sono ancora una bambina. Allo stesso tempo però, mi sento cresciuta e più matura da quando sono arrivata. Ci sono tanti aspetti di me stessa su cui lavorare e sono felice di avere il tempo e la calma qui per poterlo fare. Il giorno del mio compleanno mi sono chiesta più degli altri giorni che cosa stia facendo di concreto nella vita e quale sia il mio posto nel mondo. Annaspo nel trovare una risposta.

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Amman

La Giordania è stata ancora una volta una terra generosa: mi ha regalato dei tramonti meravigliosi e dei paesaggi mozzafiato. Da Aqaba e Wadi Rum, al Mar Morto, questo mese non mi sono fatta mancare niente. Ci sono dei luoghi magici in questo paese che non riescono davvero a stancarmi mai.

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Wadi Rum

Ad Amman tutto procede tranquillo. Continuano le mie missioni nel nord del paese. La settimana scorsa ho visitato una comunità al confine con la Siria. Ho conosciuto una donna parte del progetto che ha aperto una piccola officina meccanica, sfidando l’intera comunità. Inutile raccontare quanto sia stato difficile decidere di iniziare un’attività considerata “da uomo”, essendo musulmana, velata e per di più divorziata. Il ruolo delle donne in queste comunità tradizionaliste e in particolare in una di poche migliaia di abitanti è esclusivamente quello di mogli e madri. Eppure lei, nonostante le minacce ricevute, sta continuando fiera il suo lavoro. La sua piccola officina sta andando a gonfie vele ed è riuscita ad impiegare tre meccanici. Conoscerla mi ha veramente scosso e dato tanta speranza. Pensare che lei stia riuscendo a raggiungere i suoi obiettivi, nonostante le immense difficoltà, mi ha fatto capire che noi donne possiamo davvero fare tutto. A volte ci buttiamo giù perché la società ci fa sentire incapaci, incomplete. La realtà è che non abbiamo bisogno di nessuno, non abbiamo bisogno di un uomo e di nient’altro per essere complete. È difficile convincersene purtroppo. Io stessa a volte mi sento incompleta, mi sento sola e mi sembra di non riuscire a fare niente e ad arrivare da nessuna parte. Sono sola, ma non sono davvero sola. Ho il supporto di tutte le donne del mondo e questo mi basta.

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Il confine siriano

Continuo a chiedermi che cosa stia facendo di concreto nella vita e quale sia il mio posto nel mondo. Continuo ad annaspare nel trovare una risposta. Annaspo, ma non mollo.

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Per leggere “Cronache da Amman – Capitolo III”, clicca qui

 

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