Cronache da Amman – Capitolo III

MARZO

Marzo è stato il mese dei picchi, di quelli belli, esaltanti e travolgenti, ma anche quelli taglienti e dolorosi. E’ stato il mese dei dubbi esistenziali, delle rivoluzioni sentimentali e dei silenzi assordanti. Se c’è stata però una cosa stabile in questo marzo ballerino è stata la calda maternità di Amman. In tutte le sue forme possibili, la città è stata forte e stabile alle mie spalle, in un periodo tutt’altro che facile. Si è presentata con la sua gente sorridente, con l’abbraccio dei vicini, con i piccoli gesti dei colleghi e con i doni che ricevo ogni volta che visito qualcuno per le interviste che devo fare a lavoro. Ogni minuto Amman mi ha sussurrato: “Non sentirti persa, non sei sola, sei a casa” ed effettivamente in questo mese non mi sono mai sentita sola e mai il mio appartamento mi è sembrato vuoto. Mai mi sono sentita davvero a casa come ora e da così tanto tempo non provavo quella sensazione di essere dove devo essere.

image7.jpeg
Sul campo per un progetto nel nord del paese, al confine con la Siria

La tanto attesa, dolce primavera araba è finalmente arrivata e io ne ho goduto in ogni minuto. Il sole mi ha illuminato il viso e la brezza tiepida che soffia su questa città color sabbia mi ha riscaldato il cuore.

FullSizeRender.jpg
Wadi Rum

Ho approfittato di tutti i momenti possibili per stare a contatto con la natura: pernottando in tenda nel rosso deserto mozzafiato di Wadi Rum, un luogo che non stanca mai, ammirando i tramonti sul Mar Morto e passaggiando nel verdissimo nord, nei dintorni di Ajloun, Irbid e Umm Qais.

image2.jpeg
Umm Qais

Quest’ultimo luogo, dove la Giordania incontra Siria, Israele e le alture del Golan, è particolarmente magico e importante per me: il mio piccolo rifugio quando mi sento persa e ho bisogno di una bussola che mi orienti. Ci sono stata un paio di settimane fa. Il cielo era nuvoloso e rispecchiava profondamente il mio stato d’animo. Ho camminato con un gruppo di amici per una decina di chilometri, attraverso le sue verdi colline e quando alla fine ho assaporato un rinfrescante thè alla salvia, tipico giordano, con vista sulla diga di Al-Arab, è uscito un caldo raggio di sole a illuminare la valle e le sue acque e mi sono sentita in pace.

FullSizeRender (1).jpg
Al-Arab

Parte del mio team è in Siria al momento, quindi il lavoro è stato un po’ pesante. Mi sono ritrovata a dover gestire alcune questioni spinose da sola, ma per fortuna tutto è andato nel migliore dei modi. Tutto procede regolare e un momento particolarmente toccante è stato quando nel mio ufficio abbiamo ascoltato alcune testimonianze da parte dei beneficiari del progetto, in particolare donne. Una di loro, di cui non posso fare il nome per motivi di privacy, vive in una comunità molto povera nel nord del paese. Grazie ai fondi del nostro progetto è stata capace di iniziare una piccola attività di commercio che la aiuta a sopravvivere. Ci ha raccontato di come si sia scoperta intraprendente e di come abbia acquistato fiducia in se stessa. Le parole più emozionanti però sono arrivate dal marito, che ha esordito con le lacrime che gli rigavano il viso: “Ho sempre pensato che mia moglie dovesse stare a casa, cucinare e accudire i figli, perché questa è la tradizione qui. Quando ha iniziato il progetto l’ho lasciata fare, anche se ero un po’ contrario, perché non pensavo sarebbe andato a buon fine. Invece non solo il lavoro sta andando bene, ma ho scoperto la forza di mia moglie, una forza che non avevo idea potesse avere e sono fiero di lei, ogni singolo giorno”. Sento spesso storie simili per il mio lavoro, ma mai mi hanno toccato così come quel giorno.

IMG_1242.JPG

Marzo non è stato un mese facile, ma nemmeno triste. E’ stato un mese forse un po’ malinconico, ma certamente profondo, ricco e pieno di soddisfazioni. Ho conosciuto delle persone speciali, assistito a discussioni appassionanti e scoperto nuovi angoli della città. Amman è stata ancora una volta teatro di incontri magici e terreno fertile per la crescita dell’anima. Con marzo se ne va la stabilità e con aprile arriva l’incognito. Un incognito che però finalmente non fa più paura.

Per vedere altre foto, clicca qui

Per leggere “Cronache da Amman – Capitolo II”, clicca qui

One thought on “Cronache da Amman – Capitolo III

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...