Cronache da Amman – Capitolo II

img_0898
Amman

FEBBRAIO

A quasi due mesi dal mio ritorno ad Amman, posso dire di aver ritrovato la stabilità. Sono immersa in una nuova, meticolosa routine che scandisce i miei giorni e le notti. Sveglia, colazione, taxi (qui praticamente non esistono mezzi pubblici “utili” e il taxi da casa a lavoro mi costa circa un dinaro, 1.40 euro), giornata in ufficio o sul campo. Due volte a settimana sono a lezione di arabo e tre di yoga. Ho partecipato ad un workshop organizzato dal mio ufficio sulla sicurezza dello staff femminile sul campo, dove ci hanno spiegato che bisognerebbe cambiare le proprie abitudini di tanto in tanto e cercare di non seguire ogni giorno la stessa routine, per motivi di sicurezza. Per tutto il tempo mi è venuto da ridere, pensando a come invece io, soprattutto in settimana, sia una specie di automa incorporato ad un orologio svizzero.

IMG_0700.jpg
Amman

Il lavoro mi piace. Sono sul campo dalle due alle tre volte a settimana, tendenzialmente nelle zone di Zarqa, Mafraq e Irbid, verso il confine con la Siria. Mi sto occupando di diversi progetti, tra cui uno riguardante l’integrazione dei rifugiati siriani nelle comunità locali. Mi piace perché finalmente mi sembra di toccare con mano il valore del mio lavoro. Qui la situazione è ancora molto grave. La Giordania fa fatica ad assorbire il flusso smisurato di rifugiati siriani, stanca e satura da decenni di difficile integrazione dei precedenti flussi migratori iracheni e ancora prima palestinesi. Un po’ poi c’è la paura che l’instabilità della regione contagi anche questa terra di pace: crescono i seguaci a gruppi estremisti islamici e con essi il rischio di attentati. Per ora comunque si sta bene, sono molto tranquilla. Il valore di vivere ora in Giordania è proprio la possibilità di avere una panoramica generale e di analizzare da vicino tutte le questioni mediorientali, ma da un luogo protetto, come con una lente di ingrandimento e questo è un privilegio unico di cui ogni giorno sono grata.

IMG_0509.jpg

Finalmente questo mese sono uscita dalla città per qualcosa che non riguardasse il lavoro. Fino ad ora sono stata pigra; un po’ perché avevo visitato bene il paese quando ero qui tre anni fa -e instancabile approfittavo di ogni weekend, pensando “quando mi ricapita di vivere in Giordania, devofaretuttosubito” (ironia della sorte)- un po’ perché Amman mi piace e sono contenta di godermela tra brunch, concerti e mostre, ma soprattutto perché andare sul campo mi stanca da morire e nel weekend ho solo voglia di riposarmi (o al massimo di fare yoga e poi andare all’hammam, che è di nuovo una tappa fissa).

IMG_0665.jpg

Però finalmente sono riuscita ad attivarmi un po’. Due settimane fa sono stata con delle amiche sul Mar Morto in bicicletta. A parte il fatto che sono fuori allenamento e fare anche solo 25 km in bici mi ha massacrato e mi pareva di avere novant’anni, è stato bellissimo. Non fa ancora caldo, quindi il clima è perfetto per questo tipo di attività. Eravamo con un gruppo di giordani e abbiamo “pranzato” alle cinque di pomeriggio ammirando il tramonto.

IMG_0881.jpg
Sul Mar Morto

Lo scorso fine settimana invece mi sono concessa una rinfrescante e liberatoria giornata sui boschi del nord, facendo una lunga camminata da Ajloun a Baoun e poi godendo di un banchetto regale a casa di una famiglia di locali. Adoro quella parte del paese, soprattutto per il verde. Vivere ad Amman significa guardare il mondo con un filtro color sabbia. Tutti gli edifici qui, soprattutto nelle zone antiche di Amman e quindi di casa mia, sono di quel colore e sembra di vivere in un deserto urbano, che si trasforma gradualmente in deserto reale, non appena fuori dalla città.

IMG_0565.jpg

Andare a nord significa uscire dal deserto, dall’affascinante e tormentata aridità del Medio Oriente e riempirsi gli occhi, i polmoni e l’anima di verde.

IMG_0981.jpg
Le foreste di Ajloun

Febbraio sta finendo e con esso se ne vanno l’inverno e quel freddo che tanto ci mettono in difficoltà qui, in un paese dai muri poco isolanti, dai riscaldamenti deboli e dagli spifferi perenni. Il sole splende, la primavera araba è alle porte e sento che porterà con sé tanti sorrisi.

 

Per vedere altre foto, clicca qui

Per leggere “Cronache da Amman – Capitolo I”, clicca qui

 

3 thoughts on “Cronache da Amman – Capitolo II

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...