La vita si aggiusta da sola

Un paio di mesi fa ero a Bruxelles per assistere ad una “lezione” del Dalai Lama. Dopo tanti tentativi falliti in India e in giro per il mondo, finalmente ci sono riuscita. Vedere il Dalai Lama dal vivo diventa ogni volta più difficile, per via delle pressioni della Cina affinché sempre più paesi gli neghino il visto (come è successo ad esempio in Sud Africa e Taiwan).

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Bruxelles, 11 settembre 2016

Durante la sua lezione, alcune parole mi sono rimaste particolarmente impresse. Il senso era “inutile preoccuparsi e proiettarsi sul futuro, su cui non abbiamo alcun potere. Bisogna vivere il presente, perché la vita si aggiusta da sola” o almeno questa è la traduzione che ho voluto dargli io. Queste parole si inserivano nel più ampio concetto buddista (e non solo) di mindfulness: consapevolezza, esserci ora. Non è facile descriverlo a parole, ma tra le possibili definizioni c’è quella di prestare attenzione, in un modo particolare: con intenzione, al momento presente, in modo non giudicante. Le parole del Dalai Lama mi hanno tanto fatto riflettere in questi mesi: io che sono sempre così tesa verso il futuro da farmi sfuggire il presente. A Vientiane avevo fatto grossi progressi e poi tornare in Europa mi ha fatto regredire totalmente in questo senso. 

Due settimane fa sono arrivati i tanto agognati verdetti, finalmente. Non sapere cosa ne sarebbe stato di me l’anno prossimo mi ha consumato negli ultimi mesi. Dopo una lunga riflessione su quale fosse la scelta migliore, ho scelto di ripartire per la Giordania. Da gennaio lavorerò per le Nazioni Unite, per un anno, ad un progetto con i rifugiati siriani. Sono soddisfatta e contenta della mia decisione, anche se chiaramente ho paura a stravolgere la mia vita completamente, ancora una volta. È stata una scelta difficile anche perché l’alternativa più concreta sarebbe stata lavorare al Comitato Internazionale della Croce Rossa a Ginevra, che è il grande sogno della mia vita, ma in questo momento storico e personale, invece di parlare di rifugiati siriani, voglio tentare di fare qualcosa di concreto.

Le mie ansie e paure, quel vortice di pensieri che mi tolgono il sonno, erano per l’ennesima volta inutili; eppure io sono stata per un anno e mezzo talmente proiettata verso il futuro da perdermi tanto di quello che avevo attorno.

Tolosa si sta mostrando più bella che mai. L’altra sera passeggiavo lungo la Garonna, verso la macchina parcheggiata ad un paio di chilometri, e mentre camminavo il suo cielo mi ha regalato un concerto di colori riflessi sul fiume. Ero in pace, finalmente. Era come se Tolosa, malinconica, mi dicesse: “Mi dispiace non essere stata abbastanza per te. Scusami. Stasera voglio regalarti la parte più bella di me, così avrai un bel ricordo” – “Perché ti senti così?”, avrei voluto chiederle – “Io forse non te l’ho detto prima, ma ero felice qui. Non sei tu, sono io”. Oggi vorrei solo dirle che mi dispiace per averla fatta sentire così. “Tu non sei casa, sei solo di passaggio”, credo di averle detto, acida, tante volte in questo anno e mezzo. E così, nonostante lei facesse tutti gli sforzi possibili per farsi amare, per mostrarmi il suo dinamismo e tutto il valore di essere un piccolo gioiello, io non volevo darle questa soddisfazione. “Da te volevo di più; non so nemmeno io che cosa. Allora non te l’ho mai detto, che in realtà io stavo bene con te… ma ormai è tardi. Avrei dovuto amarti così com’eri, quando potevo”, mi sarebbe piaciuto dirle.

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Tolosa mi ha insegnato molto più di quanto io abbia avuto la forza e l’umiltà di ammettere. Mi ha insegnato che seguire qualcuno per amore non è necessariamente segno di debolezza, ma al contrario, di coraggio. Mi ha insegnato a prendere il meglio da ogni situazione, a dare il meglio di me, a trovare il meglio in me (e mi ha anche costretto ad imparare a parcheggiare la macchina).

La storia della mia vita si ripete e ancora una volta riparto, ma faccio tesoro di un grande insegnamento: d’ora in poi cercherò di esserci, nel presente. Nonostante sia difficile per una generazione come la mia, per noi cooperanti precari che non sappiamo dove saremo l’anno successivo e per cui fare un piano quinquennale suona come aver pianificato la vita intera, ci voglio provare. Voglio essere più indulgente e tollerante con me stessa, voglio imparare ad esserci, ora. Perché come ha detto il Dalai Lama, la vita si aggiusta da sola.

5 thoughts on “La vita si aggiusta da sola

  1. Ciao cara, quella che hai descritto nel primo paragrafo è una cosa che mi sta riguardando in prima persona, mi trovo in Asia da circa 4 mesi, la parola mindfulness è all’ordine del giorno e il rientro, che non so ancora quando sarà ma sarà presto, mi fa paura.
    Ho paura come hai scritto tu di “regredire”, dopo aver fatto passi da gigante. Anche io ho sempre vissuto tesa nel futuro, diciamo, fino a che ho dovuto prendermi una pausa per vivermi il presente e sono partita. Ma in effetti preoccuparsi ora è inutile, come dici tu (anzi come dice il Dalai Lama) la vita si aggiusterà da sola…

    🙂

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