Iran, consigli di viaggio

DSC_0423.jpgPremessa: come promesso, ecco una lista delle cose che mi sarebbe piaciuto sapere prima di partire. Sono consigli “pratici”, quindi se non state organizzando un viaggio in Iran magari non vi interessano. Se non avete ancora letto Iran dolceamaro, il mio post precedente (un po’ di blabla politico-sentimentale), lo trovate a questo link; mi hanno detto che è uno dei miei post migliori, quindi leggetelo 🙂 

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Visto

Ho sentito le storie più assurde sulla questione del visto. Gli europei possono fare il visto all’arrivo in aeroporto (tranne i britannici) e non c’è alcun motivo per cui debba essere negato. In teoria bisogna avere con sé, oltre al passaporto con validità di sei mesi (senza timbri di Israele): due fototessere, un modulo compilato che si trova nel sito dell’Ambasciata iraniana in Italia, la copia dell’assicurazione sanitaria, la prenotazione dell’hotel per la prima notte e il biglietto di ritorno. A me non è stata chiesta nessuna di queste cose. Addirittura mi avevano detto che con un visto di lavoro giordano rischiavo di non entrare, perché avrebbe insospettito le autorità su mie possibili visite in Israele, anche non riportate sul passaporto. Nulla di tutto ciò è vero, o comunque non è stato vero nel mio caso. Ho fatto il visto in aeroporto, aspettando circa 45 minuti. Non ho dovuto fare nessuna assicurazione sanitaria in loco, pur non avendo portato una copia della mia e sono stati tutti gentilissimi. Può anche darsi che sia stata particolarmente fortunata, quindi per sicurezza portatevi tutti i documenti, ma decisamente non bisogna farsi venire l’ansia. Se volete essere sicuri di non fare troppa fila in aeroporto, fate il visto in ambasciata prima di partire. Io ho dovuto aspettare poco, ma a quanto pare ci possono essere code di tre/quattro ore.

Attenzione: Prima di andare in Iran va tenuto in considerazione che non si potrà più viaggiare negli Stati Uniti con il visa waiver program, ovvero senza visto. Secondo il nuovo Visa Waiver Program Improvement and Terrorist Travel Prevention Act of 2015chi abbia visitato Iran, Iraq o Siria dopo il 2011, per andare negli Stati Uniti dovrà richiedere un visto in ambasciata fino a data da destinarsi. La scocciatura non è tanto portare il modulo in ambasciata, ma il fatto che il visto turistico per gli Stati Uniti costa fior fior di quattrini.

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Scamming

Ovvero, tutti proveranno a fregarvi. Come scrivevo nel post precedente, il turismo di massa non è ancora arrivato in Iran, ma gli iraniani stanno imparando molto in fretta (tutto il mondo è paese!). Fate attenzione a tutto, soprattutto nelle zone turistiche: gli hotel vi daranno il resto sbagliato, i ristoranti aggiungeranno piatti inesistenti al conto e via dicendo. Se non conoscete i numeri indiani, ovvero i numeri odierni dell’alfabeto arabo e quindi farsi, fatevi una fotocopia e imparateli. Di fronte all’evidenza, vi chiederanno un milione di scuse imbarazzate e vi ridaranno i soldi indietro. Non è tanto per la spesa in sé, che cinque euro in più o in meno non cambiano la vita a nessuno, ma il fatto che lo facciano in maniera sfacciata e irrispettosa. Non si tratta di contrattare, che è una questione diversa e si fa nei negozi senza prezzi fissi, nei taxi, etc; qui si tratta proprio di essere imbrogliati (turisti ok, idioti no).

Abbigliamento

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Per legge le donne devono portare l’hijab, che può scoprire un po’ il capo. Non si possono portare vestiti che mettano in risalto le forme femminili; braccia e gambe vanno coperte integralmente; sandali ok. Per gli uomini va bene un po’ tutto, tranne shorts e canottiere. In alcuni luoghi sacri, sopra all’hijab le donne devono indossare il chador, che di solito viene fornito all’ingresso.

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Considerate che già a maggio in molte zone ci sono 30/35 gradi, quindi possibilmente pianificate di andare prima (ottobre/novembre o marzo/aprile): io ho sinceramente sofferto il caldo. Pensavo di esserci abituata, perché anche in Giordania era caldo e dovevo andare coperta (soprattutto in ufficio), ma il velo non lo portavo quasi mai e nelle zone turistiche come Petra, Mar Morto, etc. c’è la regola non scritta per cui ognuno si veste come vuole, quindi le sfacchinate sotto al sole non me le ricordo particolarmente tremende. Visitare Persepolis completamente coperta e con quarantamila gradi è una storia diversa, quindi tenetelo in considerazione.

La gente comune

Gli iraniani comuni, quindi tutta quella categoria che non riguarda hotel/taxi/ristoranti (con cui ho avuto decisamente poche esperienze positive), sono persone fantastiche. In molti vi fermeranno per strada per parlare e fare una foto; vi inviteranno a casa loro per mangiare o bere un thè. Dite sempre sì, a meno che non siate donne in solitaria e ad invitarvi sia un uomo (l’harassment contro le donne in Iran è un problema molto serio). Se siete in due, o ad invitarvi è anche una donna, andate senza problemi. Vi accoglieranno e riempiranno di cibo e sorrisi.

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Igiene

L’igiene è di gran lunga al di sopra di molti paesi in Medio Oriente, anche negli hotel e ristoranti più umili. Per questo io consiglio caldamente di mangiare per strada, nei primi baracchini che incontrate; a differenza dei ristoranti turistici, lì troverete la vera essenza della cucina iraniana, a pochi spicci. Nella peggiore bettola della periferia di Isfahan, dove abbiamo mangiato una deliziosa zuppa di pecora (nel pentolone cuociono teste e denti per giorni), l’uomo che ci ha servito si è lavato le mani ad ogni passaggio e ha preso i soldi con un fazzoletto per non toccarli.

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Alloggio

Non fatevi incantare da chi scrive che in Iran si va col vento, decidendo giorno per giorno e gli hotel si trovano telefonando dieci minuti prima. Se un tempo era cosi, non lo è più. Prenotate tutto in anticipo, soprattutto in alta stagione. Noi abbiamo trovato quasi tutto pieno e ci siamo dovuti adattare parecchio.

Anche la storia delle fedi (ovvero di portare una fede o un certificato di matrimonio per alloggiare in hotel, se si è in coppia) non è più vera per questo itinerario. Noi ci siamo messi una fede finta all’inizio, ma solo per i primi giorni. Sono tutti abituati alle coppie non sposate e non fanno domande. Se invece si esce da questo giro classico, sembra che ci siano ancora problemi a trovare una stanza se non si dimostra di essere sposati.

Soldi

Per via delle sanzioni internazionali, i circuiti finanziari iraniani non sono ancora stati sbloccati e quindi le vostre carte di credito non funzioneranno. Portatevi il cash necessario per l’intera durata del viaggio (dollari o euro) da cambiare in loco.

Itinerario

Noi siamo partiti con Turkish Airlines, prendendo un volo multi-city con arrivo su Teheran e partenza da Shiraz. A posteriori, consiglio di fare il contrario. Concludere il viaggio a Shiraz non ha senso: è una bella città ma è la tappa meno emozionante, secondo me. Farla per prima invece è l’ideale, perché è un modo per pregustare tutto il resto; terminare a Teheran ha più senso, dato che ci sono poche “attrazioni turistiche” e quindi si può godere semplicemente della città.

Qui sotto, il nostro itinerario di due settimane che è il must do per chi viaggia per la prima volta in Iran. Noi ci siamo mossi esclusivamente in autobus (tranne per il tratto Yazd-Shiraz, in cui abbiamo preso un taxi condiviso). Gli autobus funzionano benissimo e costano poco.

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  • Teheran 

È stata una delle mie tappe preferite. Tanti dicono di saltarla, ma non so per quale motivo. È una città dinamica e stimolante, in cui assaporare la società iraniana. È interessante anche solo passeggiare per strada a caso, entrare nei bar e -decisamente- prendere la metro, i cui vagoni sono separati per uomini e donne. La metro arriva ovunque ed è il modo migliore per evitare il traffico assurdo di una città di sedici milioni di abitanti.

Da non perdere: un pranzo da Azari, vicino alla stazione e una sera nel quartiere di Darband, a nord di Teheran. Darband è un luogo incantato: un quartiere all’interno di un bosco, quasi in montagna, con luci ovunque e dove ci si può sedere ai piedi di una cascata per fumare narghilè (in farsi qalyoon). Non fermatevi alla rotonda di Darband, perché la parte bella è in cima del monte.
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  • Kashan 

Kashan è una piccola cittadina a quattro ore di autobus da Teheran. Anche questa una delle mie tappe preferite. Muoversi per il bazar e le viuzze color sabbia e dare un’occhiata alla vita della gente del posto vale decisamente la pena.

Da non perdere: le case tradizionali mozzafiato dei ricchi mercanti sparse per la città, i giardini di Fin (Bagh-e Fin), un pranzo ad Abbasi Tea House e una cena a Manouchehri House Restaurant.

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  • Isfahan

La Firenze dell’Iran, Isfahan, è un vero gioiello. Nella bellissima piazza, in cui riposarsi dopo un pomeriggio a spasso per le moschee, spesso c’è musica dal vivo.

Da non perdere: un pranzo da Shahrzad, il miglior ristorante della città, e un thè/narghilè da Azadegan Cafe (ma andateci tardi, perché fa caldissimo!)

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  • Yazd

Bellissima! Yazd è stata in assoluto la mia tappa preferita. E pensare che all’inizio pensavo di saltarla perché avevo paura che non bastassero i giorni. È il cuore zoroastriano; situata in un’oasi fra i deserti del Dasht-e Kavir e del Dasht-e Lute, Yazd è un luogo incantevole! Il vero piacere sta nel passeggiare per il centro storico, a caso e senza meta.

In giornata abbiamo attraversato il deserto e visitato il villaggio storico di Karanak e il tempio zoroastriano di Chak Chak. Andate se avete del tempo extra, altrimenti non vale la pena.

Da non perdere: mangiare/bere su uno dei tanti rooftop della città.

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  • Shiraz

Abbiamo deciso di condividere un taxi con un tedesco logorroico da Yazd a Shiraz per fermarci nelle tappe intermedie e quindi risparmiare un giorno. Siamo partiti alle 8 di mattina e arrivati a Shiraz alle 18, spendendo circa 30 dollari a testa (in tre) con soste a Pasargadae (dove si trova la tomba di Ciro), Naghsh-e Rustam, la necropoli a nord di Shiraz ed infine la meravigliosa Persepolis.

Le prime due tappe non sono state particolarmente emozionanti, ma vale comunque la pena fermarsi se si viene da Yazd, visto che sono di strada. Persepolis, l’antica città cuore del regno persiano, vale da sola la visita in Iran.

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Persepolis

Shiraz, in cui un tempo fu creato il vino Shiraz e che oggi è illegale, non ci ha fatto impazzire. È sicuramente una bella città, ma come dicevo, la meno emozionante dal mio punto di vista. Ha, sì, delle belle moschee, ma a fine viaggio ne avrete viste di ben più belle e non ha quell’atmosfera speciale che c’è a Teheran. Noi abbiamo cercato di fare attività locali (tipo andare al Luna Park) per vedere un po’ come vive la gente e alla fine ci siamo divertiti, ma siamo stati tre giorni e sono veramente troppi.

Da non perdere: la tomba del poeta persiano Hafez, dove gli iraniani praticano il faal-e Hafez, un rituale con cui chiedono un oracolo al poeta che mostra il futuro attraverso i suoi scritti. È un luogo con un’atmosfera speciale e ci sono pochi turisti stranieri (e nella tea-house del parco fanno un faloodeh buonissimo!)

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Un viaggio in Iran è un’esperienza bellissima ed era anche il mio grande sogno da tanti anni. Consiglio a tutti di andare, seguendo le regole locali e non dando troppo nell’occhio, onde evitare possibili problemi. Io spero di tornarci a breve per vedere zone meno battute e scoprire tutto il resto che questo paese speciale ha da offrire.

Per vedere le foto, clicca qui.

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